
Lei è stato il fondatore dello storico Studio Girardo, capostipite dell’attuale Studio Girardo di cui fa parte Sed Consul. Mi può raccontare come è nato Sed Consul e con quali obiettivi?
Sed Consul è nato sulle ceneri di precedenti esperienze professionali che ritenevo superficiali e poco in linea con gli obbiettivi della professione, l’obiettivo principale era mettere il cliente al primo posto.
Sed Consul viene fondata nel 1988 e comincia ad operare in un momento di espansione economica, si può far coincidere la nascita di Sed Consul con l’espansione della vostra attività di professionale?
Sed Consul è stato fondato nel gennaio del 1988, non per far coincidere espansione economica con l’espansione della nostra attività, ma per fornire un servizio completo al cliente, un servizio innovativo…
Mi può spiegare meglio cosa intendeva per “servizio innovativo”?
Un servizio che non comprendesse solo l’elaborazione e la stesura di contabilità, ma un’assistenza a 360° al cliente, ovvero comprendente oltre l’assistenza fiscale anche l’assistenza aziendale, perché il fisco consuma, l’azienda produce.
La molta e quasi unica attenzione agli oneri e all’ assistenza fiscale è incompleta, perché trascura di valutare l’elemento fondamentale, ovvero l’assistenza all’azienda nel suo complesso. Con la fondazione di Sed Consul abbiamo voluto superare questo approccio.
Come capostipite dello Studio Girardo lei ha creato una visione, un metodo di lavoro che poi è diventato il tratto distintivo delle attività di Sed Consul. In cosa consisteva questo metodo?
Ci siamo sforzati di attuare un metodo di lavoro caratteristico per il nostro studio il quale accompagni gli adempimenti fiscali con un’assistenza alla conduzione aziendale, ovvero analisi dei crediti, analisi dei debiti, calcolo dell’autofinanziamento suo utilizzo, rapporti con le banche, esame dei principali indici sull’andamento aziendale, finanziario ed economico, come pure la presentazione al cliente di bilanci: situazione patrimoniale, conto economico, riclassificate, che pongono in evidenza le principali voci di conto e di risultato, anche economico. Non inviamo solo i bilanci ma li commentiamo con il cliente, per mettere in evidenza i migliori risultati. La prima analisi che facciamo è mettere a confronto il momento attuale con la stessa situazione dei due o tre anni precedenti. È molto gradita e molto chiara. Confrontiamo il momento attuale con uno sguardo verso il futuro per capire con il cliente gli obietti che vuole raggiungere e speriamo di poter raggiungere insieme.
Non si tratta di una mera elaborazione ma di un’assistenza contabile, integrata, con un panorama di risultati aziendali da costruire e cercare di raggiungere.
Quali sono i valori che lei ha tramandato negli anni, nei passaggi generazionali, valori che ha difeso e continua a difendere?
Lavorare, considerando non solo numeri ma numeri adeguati al momento che l’azienda sta passando. Perché le aziende sono cicliche, hanno periodi che vanno benissimo altri in cui sono claudicanti. L’azienda ha sempre bisogno di un controllo, un conforto, di un esame per poter continuare con profitto la sua attività. Ha bisogno soprattutto di un sistema di sicurezza. L’azienda che ha sempre tanti momenti incerti cerca nel professionista un appiglio per sentirsi più sicura.
Nel corso della sua attività Lei è stato testimone di molte storie aziendali, c’è qualche storia che ritiene emblematica del vostro metodo di lavoro, della vostra visione e ha piacere di raccontare?
Moltissime! Ma sinceramente non ne ricordo una in particolare…
Questi due anni di pandemia hanno cambiato il mondo del lavoro, qual è la sua opinione a riguardo?
La pandemia ha rallentato parecchio la nostra attività soprattutto perché ci ha costretti a trattare con il cliente via web. Noi abbiamo sempre avuto un rapporto personale con il cliente e molti clienti non erano preparati a quel cambiamento. Ci sono state imprese che hanno chiuso altre che sono state favorite. La pandemia ha rimescolato tutte le situazioni.
Se dovesse dare qualche suggerimento o consiglio ad un giovane professionista che inizia a lavorare nel settore dell’assistenza aziendale, cosa gli direbbe?
Ad un giovane professionista direi: “Benvenuto! Cerca di creare idee nuove”
E a un giovane imprenditore o ad una start up particolarmente innovativa?
Se dovessi dare un consiglio oggi ad un imprenditore sicuramente gli direi di non avviare
un’attività in modo individuale ma in collaborazione con altre persone, perché individualmente non è più possibile seguire tutto: dal fisco, al tribunale, alle banche all’azienda. Gli direi di lavorare in equipe. Le idee di chi vuole e può sviluppare una start up sono validissime.